Ecco. È arrivato il momento. Il momento in cui tutto finisce e inizia qualcosa di meraviglioso. Sono cambiata. Sono cresciuta. Diventata più forte [grazie a te]. E sento il bisogno di staccare col passato, con quello che ero. Con ciò che ormai non mi appartiene più. Per questi motivi questo sarà il mio ultimo post in questo blog. Ne creerò un altro. Ma non da sola. E lì potrò essere me stessa liberamente. La me stessa di ora. Che non ha bisogno di un passato alle spalle.
Come può esistere una persona che mente ad un’altra pur sapendo che quest’ultima sa che sono tutte cazzate? Affermando cose talmente impossibili che chi le sta davanti non può far a meno che scoppiare a ridere?
Farci litigare? E in che modo? Inventando cose talmente assurde che non riuscirebbero nemmeno a convincere te stessa?
Hai ragione sai.. io sono cambiata.. se mi avessi detto queste cose l’altra volta che ci siamo parlate probabilmente sarei crollata..
Ma questa volta no.. questa volta sei crollata tu.. tanto da scappare senza nemmeno salutare..
Sai, stavolta ho provato un diverso tipo di compassione rispetto a quello dell’altra volta.. non quel sentimento gentile che ti porta a pregare affinché qualcuno riesca a superare una condizione critica e a voler fare qualcosa per lui… Stavolta mi hai fatto proprio schifo. Patetica. Proprio una pessima mira.
Forse se ti fossi limitata a colpire me non avrei mai avuto la forza di fronteggiarti in quel modo. Ti sei sorpresa quando non ti sei più trovata davanti la ragazza gentile e sciocca dell’altra volta, che credeva ad ogni cosa che le dicevi, vero?
Ma sai, tesoro, hai fatto un grave errore.. hai colpito la cosa per me più importante.. l’hai tradita e la stai ferendo di proposito.. la stai rendendo infelice.. e io questo.. non posso assolutamente perdonartelo.. Il tuo.. non può certo chiamarsi amore…
Unicamente per questo sono diventata forte.
Tu continua.. e vedrai come diventerò..

Non erano quelle lacrime che scorrono dolcemente sul viso adornandolo di un'umida bellezza. Erano lacrime pesanti. Gravide di dolore. Di quelle che cadono direttamente sul tavolo. Sfere imperfette che si schiantano sul pavimento.
Patetica. Già, proprio così. Patetica era la parola adatta per definirla. Con i capelli sparsi disordinatamente sul cuscino e gli occhi gonfi di pianto. Appallottolata tra le coperte. Come se perfino l’aria soffocante dell’estate potesse ferirla.
«Cos’hai? Oggi sei strana, non parli»
«Tutto bene, sono solo molto stanca…»
Nessun tremolio nella voce. Perfettamente calma e controllata. Del resto…lei era fatta così no?
È molto più comodo nascondere i sentimenti che doversi addentrare in inutili spiegazioni. Lei stava male. E basta. Se anche avesse raccontato tutto a Giulio, sarebbe forse cambiato qualcosa? Era meglio lasciare che le lacrime le scorressero silenziosamente sulle guance continuando a dare le spalle all’amico e stringendo forte il cellulare tra le mani, aspettando una risposta che con molta probabilità non sarebbe mai arrivata. Da quando era diventata così apprensiva? Fermandosi un attimo a pensare alla situazione con lucidità il suo comportamento le appariva veramente stupido. In fondo era stata lei a non volersi far sentire; ed ora si meravigliava di quelle sue parole. Come se non avesse mai potuto nemmeno lontanamente immaginare di aver detto una cosa simile. Certo, forse sentendolo non sarebbe cambiato nulla. Alla fine lei si fidava di lui. Era tutta la situazione che non le piaceva. Ma almeno si era aspettata di ricevere la buonanotte. Per sentirlo suo anche in una giornata così strana. Ma forse… con le sue parole l’aveva ferito e ora lui aveva ben altri pensieri per la testa.
Era a questo che Bianca pensava quella notte, mentre con il viso bagnato mordeva un lembo della coperta cercando di soffocare i singhiozzi. Dopo un ultimo sguardo allo schermo sentì un tocco sulla spalla. Un dolce abbraccio. E poi un sussurro.
«Avresti dovuto innamorarti di me… »
«Cosa?»
«Niente niente… ora dormi»
Un altro sussurro.
«Non avrei potuto… tu non sei lui»
«Come?»
«Niente… buonanotte»
«Sì, buonanotte…»
Io. Quando ancora non avevo la frangia. Lenti blu. Pallida come al solito. Mokona è carino però. Lui viene sempre bene.
scritto il 7-7-07 E così… è tutto finito… E di nuovo… sono stata io. Forse ero troppo certa che nulla sarebbe mai mutato, che quando ciò è successo non ho saputo far altro che chiudere gli occhi… coprire la verità con un velo di scuse di cui io stessa mi ero persuasa. Ma… continuare così… non avrebbe fatto altro che distruggerlo… mentirgli per non fargli del male o fargli del male per non mentirgli? In qualunque caso… il dolore è così insopportabile… provocarlo… è così insopportabile…Come quando dopo aver schiaffeggiato una persona la mano che l’ha colpita ti duole. [e allora perché l’hai fatto?] Forse... non sono fatta per amare… finisco sempre col ferire chi in qualche modo si lega a me… M, C, T… e ora… lui… dovrei smetterla… tanto alla fine… tutti sono infelici…
Perché non potevo fare altro
[ma così lui sta soffrendo]
Avrebbe sofferto di più se non gliel’avessi detto
[ne sei certa?]
Lui aveva detto così…
[ma ora ti odia…]
Lo so…
[e tu?]
Io gli voglio ancora bene
[pensi che sia sufficiente?]
È tutto quello che gli posso dare ora…
Alla fine... la speranza rimane sempre... perché i sentimenti... sono più duraturi della memoria... {anche tu lo sei...}
Le parole si confondono nella mia mente. Cosa sto aspettando? "So would I be out of line if I said I miss you?" {perché solo ora?} La lista è ancora qui… e la canzone che dovevi cantarmi è al primo posto… ricordi la condizione?... era una promessa… Le canzoni si ripetono… mi stordiscono… e il tempo continua a scorrere… Ogni parola… ogni coincidenza… ogni canzone che ci legava… le incido sui miei polsi… sul mio cuore… custodendo la tua anima… vicino alla mia… aspettandoti… e sperando che presto tu possa tornare… a prenderla… {_Emily_} {dedicato a chi può capire}
[the only thing that I’ve been waiting for…]
Addio. L’ultima coltellata.
[Come uccidere qualcuno a cui vuoi bene?]
Semplicemente. Volendogliene. Irrazionalmente. Inconsapevolmente.
Una condensa di pensieri sul vetro. Mentre fuori piove.
Il Paradiso è perduto… e forse… non ci sarà un domani.
[dove andrai ora?]
In un luogo che non conosco.
Cercarti nel mio cuore non mi basta.
Lacrime. Involontarie. Dolorose. Scavano il mio volto riportando alla superficie ciò che solo alla fine di un racconto è dato scoprire.
[to cry is to know that you’re alive]
Te l’avevo detto che io continuo sempre a sperare… sempre…
[sei INuTILE]
Renderti felice per qualche attimo… e farti soffrire per tutto il resto del tempo… è così… squallido… proprio io… che…
Aspettando… la mia delicata distruzione…
I capelli sparsi sulle lenzuola e il viso premuto contro il cuscino. …ti amo… Il profumo dell’iris… così leggero che solo lui poteva sentirlo… [per sempre] Il viso premuto contro il cuscino. …Romeo…
Per soffocare. Quei singhiozzi.
Il profumo delle rose. Così pesante da dare la nausea.
Juliet alzò gli occhi e convulsamente tentò di strappare quel velo che le annebbiava la vista.
“Non ricordi?”
Mormorii nel vento. Lui non avrebbe potuto sentire.
Ti penserò sempre…
[allora non lasciarmi]
Ti prego…
[non lasciarmi]
Ho già deciso.
[ti amo]
Ti prego…
[ti amo]
Smettila!
[ti amo ti amo ti amo]
…
A.D.D.I.O.
Per soffocare. Quel nome.
mi sento .aspettando che tutto finisca.V.U.O.T.A.
Come se ogni giorno mi succhiasse via un po' di vita...

